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sabato 7 agosto 2010

LETTURE SOTTO LA SCALA

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



DITA

Questa cosa dell’appartenere a un pirla che crede di essere uno scrittore ci fa impazzire dalla gioia. Lui crede di essere padrone assoluto delle sue dita, mentre noi lo compatiamo solidali. Non che sia facile padroneggiare i suoi pensieri, ma se ci si mette d’accordo non è difficile dargli l’impressione di essere lui a scrivere... continua...

BELFAST

Ricorderò sempre l’arrivo a Belfast, era l’Agosto del 1995 e con una ragazza conosciuta a Dublino decidemmo di saltare sopra un pullman della “Green Line” e varcare il confine con l’Ulster... continua...

UN PANINO IN COMPAGNIA

Erano passati cinque anni dall'ultimo incontro con Marchino. C'avevo passato l'infanzia insieme, i pomeriggi alla sala giochi e le serate sulle panchine, specialmente d'estate. Nel quartiere rimanevamo solo noi due perché i nostri genitori potevano appena permettersi una settimana al mare di ferragosto, una vera tortura... continua...

PER IL RESTO DEL CORPO

Lo spio in lontananza, per non corrergli incontro con le solite scuse. Sono dispiaciuta per averlo lasciato un po’ da solo anche ieri notte, tra le lenzuola del suo letto a fissare il soffitto e le sue umide facce. Non mi manca il corpo, le sue solitudini da appagare, le compagnie ossessive, gli specchi, i costumi e le sue apparizioni. Il corpo mi chiama il resto. Io sono solo l’anima, forse... continua...

LA VERA STORIA DI CAPPUCCETTO ROSSO

Cappuccetto rosso era il soprannome dato dai lupi a una bimbetta odiosa che non aveva paura di nulla, nemmeno della propria odiosità. I branchi selvaggi la temevano più della fame, che li perseguitava meno di quella peste venefica, sempre in giro per il bosco, anche d’inverno, a raccogliere le bacche che erano ormai la sola fonte di sopravvivenza per più di una specie in via d’estinzione, a causa dell’accaparramento di risorse naturali che gli umani avevano perseguito, dall’invenzione del fucile in poi... continua...

CASTAGNETO

Per andare a casa di Paola facevo la strada del castagneto, uno sterrato dissestato che era diventato col tempo il terrore di tutti gli automobilisti del paese. Tre diverse amministrazioni comunali avevano promesso di asfaltare quella strada, ma in dieci anni nessuno ha mai fatto niente. In Italia cose come queste sono la normalità. Io preferivo così... continua...

NEI COLORI DEL TRAMONTO

I braccianti di colore si erano riuniti tutti tra loro alla fine dell’orario di lavoro, ed erano rimasti lì, in silenzio, come non avessero nessun posto dove recarsi. Infine si erano incamminati lungo la strada sterrata, costeggiando la stalla delle vacche, e svogliatamente erano andati ad infilarsi nelle loro baracche di legno, oltre il rimessaggio degli attrezzi... continua...

E LE 101 PAROLE DI...

INCUBI

ADDIO AL CELIBATO

IL SAGGIO

DAVANTI AL GREGGE

LA BALLERINA

Leggi anche: Letture col Ciuffo

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lunedì 21 giugno 2010

LETTURE COL CIUFFO

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



LE MIE CITTÀ: Roma

La Garbatella è un popolare quartiere della Capitale fatto di palazzoni in stile fascista, non esattamente meta turistica a meno di non essere interessati all’architettura del ventennio. La Garbatella è un popolare quartiere della Capitale fatto di palazzoni in stile fascista, non esattamente meta turistica a meno di non essere interessati all’architettura del ventennio... continua...

IL FARO

Quel sabato pomeriggio presi la macchina e andai al faro. Non sapevo che mi ero diretto laggiù fino a quando non lo vidi spuntare da dietro la collina. Gli eventi più recenti avevano innescato il pilota automatico, un sistema difensivo notevole se si pensa a quanta gente distratta circola per le strade oggigiorno... continua...

IMMOBILE SENZA ALCUN DESIDERIO

Resto sdraiato sull’erba di questo giardino senza preoccuparmi di niente. Le mie braccia sono inerti, le mie gambe pare non abbiano peso... continua...

MONDIALI

Quest'anno i mondiali li vedo da solo. Lo faccio per rabbia, sperando che i vecchi amici si sentano in colpa. Nicco mi ha appena chiamato, ma ho lasciato squillare... continua...

PARIGI

Camminare per le vie di Parigi è qualcosa di magico, farlo di notte ancora di più! Quello che colpisce sono soprattutto gli odori, delicati come la fragranza delle baguettes appena sfornate, particolari come il profumo dell’acqua della Senna o ributtanti come il puzzo della stazione della metro di Les Halles!... continua...

PESCAIA SULL'ARNO

A volte vengo quaggiù, quando le cose non vanno per il verso giusto. Ci arrivo per una stradina che passa sotto la ferrovia, poi attraverso il tennis club, un cancellino di legno e un sentiero che scende giù dall'argine... continua...

LA MECCANICA DI UN GESTO QUALSIASI

Generalmente indossava la camicia bianca col bottone del collo slacciato, con sopra una delle sue cravatte sottili, leggermente allentata, dalle sfumature scure, un po’ demodé... continua...

RITUALE NEL FIUME

Teresa cercava qualcosa di nuovo che potesse salvarla dall'apatia che la tormentava nei giorni sbagliati, come ad esempio il venerdì sera sul divano davanti alla TV, col volume abbassato e il cellulare in mano a scorrere velocemente la rubrica piena di numeri sconosciuti. Il sabato non era male perché andava a fare visita a sua madre... continua...

...LE POESIE DI...

ALLE TRE DI NOTTE

INFINE L'INFINITO

FELICE ACCANTO AL GANO

...E LE 101 PAROLE DI...

L'AGNELLINO D'ORO DELLA MUSIC DOME

DUE STELLE

GIOCHI DI GUERRA

NO

Leggi anche: Letture di luce sulla pelle


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mercoledì 9 giugno 2010

LETTURE DI LUCE SULLA PELLE

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



LA CALMA ARTIFICIALE

L’uomo camminava per strada insieme a tutti i pensieri che gli giravano nella testa, ed i suoi passi cercavano di scansare i piccoli accumuli d’acqua che si erano formati sui marciapiedi, dopo la pioggia insistente di quel pomeriggio... continua...

NUVOLE

Ho imparato a guardare il cielo, a leggerlo cogliendone il significato. Anche oggi sono qui, da questa finestra vedo il cielo e le nuvole... continua...

IL DISEGNO PER LA COPERTINA DI UN LIBRO

La lampada illumina il piano dello scrittorio in modo implacabile, con la sua luce decisa, definita. Osservo i pochi oggetti là sopra, le carte disordinate, le matite, i piccoli abbozzi di disegno che ho già tentato più volte... continua...

UNA PENNA A SFERA DI NOME LINDA

C’era una volta una penna a sfera, di colore blu e col cappuccio, di quelle semplici ma che funzionano sempre bene, e corrono veloci tra le righe piroettando come ballerine. Si chiamava Linda e sapeva il fatto suo, perché si era già figurata che sarebbe diventata famosa... continua...

DUBLINO

Dublino credo sia l’unica città al mondo dove anche un razionalista come me può convincersi che i fantasmi esistono davvero... continua...

SOLO UN MURO CHE SI ABBASSA E LA TERRA CHE AVANZA

Non so bene come spiegartelo, ma con una matita posso schizzare sul vuoto lo scorrere delle vite che crescono, dal piccolo bocciolo alla maturazione piena... continua...

UN CAMPO DI CALCI

Quando entrai nel campo sportivo così piatto e liscio d’erba rasata, forse appena troppo alta ai margini, ma rada e quasi inesistente nelle zone più calpestate, mi parve subito troppo grande per me, per quei miei piedi piccoli, serrati nelle scarpe troppo nuove, da calcio, appena comperate per l’occasione, soltanto un numero più grandi in considerazione della mia crescita veloce... continua...

E LE 101 PAROLE DI...

L'OCCHIO PRIVATO

FILI D'ERBA

FEÉ VERTE

PAROLE CATTIVE

IL PROFUMO DEL SORRISO DEI BAMBINI

UNA BOLLA FATTA DI SILENZIO

Leggi anche: Letture con lo smalto

martedì 25 maggio 2010

LETTURE CON LO SMALTO

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



L'ISOLA ROSSA

Annusi l’aria nell’ora del crepuscolo.
Sembra invernale.
Un alito di vento traghetta le mani verso un oggetto segreto, una vela furtiva.
Da lontano senti un ammonimento avvicinarsi, gelido e chiuso... continua...

BRICIOLE DI PANE

Praticamente, come tutta la casa, la cucina era piccola, il tavolo era addossato ad una parete, e il resto era lì, il gas con la bombola, il frigorifero che funzionava anche come piano d’appoggio, il lavello perennemente ingombro di qualcosa... continua...

MARTEDÌ GRASSO

Era trascorso quasi un anno dal loro ultimo incontro.
Lui l’aspettava seduto sulla panca dietro l’oratorio.
Lei arrivò silenziosamente, si sentiva solo il fruscio della stoffa accarezzare il buio della notte... continua...

LA RAGIONEVOLEZZA DI QUANTO DETTO

Certo è che spesso tutto è confuso. Si tratta d’iniziare con il dire qualcosa pensando ad un soggetto differente. Ci si impappina, si tossisce, si prende tempo... continua...

CONTRABBANDO DI TE

Per un po’ ho avuto paura dei tuoi pensieri. Mi sembravano così pesanti.
Sai? Ho creduto davvero che i tuoi fossero dei pensieri.
Questo prima però. Prima di inciampare nel tuo cilindro, di trovare il coniglio bianco abbandonato ai piedi del letto, mentre dormivi... continua...

MELVIN & DESY

Melvin era un bastardo, ma io l’amavo e l’avrei seguito finanche alle porte dell’inferno. Forse fu proprio là che lo trovai, persa in uno strano sogno o più probabilmente tra le spire del Vortice… continua...

...LE POESIE DI...

SENZA FILTRO: UMANAMENTE DENTRO

DI ME FAI MARE

NUDI

...E LE 101 PAROLE DI...

LA MALAVERITÀ

POENA

SUADADE

IL CICLISTA

PROVACI ANCORA GANO!

Leggi anche Letture in un quadro

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mercoledì 12 maggio 2010

LETTURE IN UN QUADRO

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



DOLCE SUCCO DI MELA

Seduta in sala d’attesa, le ginocchia accavallate, le gambe leggermente inclinate verso sinistra, i polpacci a contatto, l’uno contro l’altro, il tutto avvolto in un paio di Wolford nere, racchiuso dentro a stivali Studio Pollini, neri, a punta, con nove centimetri di tacco, rigorosamente a spillo. Sfogliava distrattamente alcune riviste, aspettando di essere ricevuta... continua...

SCARPE PER CORRERE

Oggi ho messo le scarpe da strega cattiva, quelle col tacco alto. Non sono l’ideale per correre ma io oggi non devo correre; sono stata a perdermi un pò in libreria dopo il caffè con Giulia. Niente di nuovo pare. Tutti mi guardano mentre cammino trafelata, mi sembra così... continua...

25 APRILE - UNA COSCIENZA DI CIVILTÀ

L’uomo passò buona parte del pomeriggio sprofondato nella sua comoda poltrona. Aveva sfogliato un giornale lasciandosi catturare da alcuni articoli sulla politica, e in seguito aveva letto qualche pagina di un libro che portava avanti da un mese ricordando purtroppo ben poco delle pagine precedenti... continua...

ABITO ME STESSA

Il presente sfoglia una verità : tutto ciò che si scopre di essere è già dentro, un segreto che si svela semplice e regalmente troneggia. Illumina il buio, beffeggia le cose finte ma senza rabbia, adesso comprende quanto sia facile spogliare l’illusione con uno scoppio di risa dando valore all’improvviso e al pianto... continua...

LE FANTASIE DELL'INCENDIARIO

-Ha una sigaretta per favore?– Nico si rivolse all’uomo stretto nel vicolo con lui. Attese il gesto o una risposta, ma non arrivarono. Anzi l’uomo fu svelto ad allontanarsi, col passo irritato del critico musicale che capti il rumore di una nota stonata nell’aria tersa... continua...

SOLTANTO DIECI MINUTI

“Non sono nervoso; solo mi pare tu abbia messo sulle labbra un rossetto troppo vistoso, per esempio…”, aveva detto lui con parole tese, senza guardarmi. Io ero rimasta in silenzio, continuando a camminare al suo fianco e cercando come di mordere sulla mia bocca quel colore che a lui aveva dato tanto fastidio... continua...

IL CONIGLIO E L'ARMADILLO

C’era una volta un coniglietto di nome Filippo che viveva in una buca sotto la collina, insieme a tutta la sua comunità di coniglietti, che erano un bel po’… continua...

...LE POESIE DI...

FARMI SPAZIO PERCHÈ DEVO PASSARE

OPERA BUFFA

...E LE 101 PAROLE DI...

FAME DI LUCE

RIGENERATORE DI SANITÀ

L'ERBA DELLE STREGHE

SWEET DREAMS

COME PETALI SFOGLIATI

UOMINI SOLI

Leggi anche: Letture di Veli e di Perle

lunedì 3 maggio 2010

LETTURE DI VELI E DI PERLE

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



6 GIUGNO 2006

05.06.06, la sveglia suonò alle ore 05.15. Il dott. Giovanni Trizzo – John per gli amici, il dottor Strappacuore per i colleghi – si alzò dal letto, si preparò con la consueta meticolosità ed uscì di casa. Mentre guidava verso la clinica universitaria pensò al programma della giornata: la sala operatoria lo stava aspettando, mentalmente ripassò la tipologia degli interventi che sarebbero stati eseguiti. Nulla di difficile, solita routine, almeno per lui... continua...

L'UOMO DELLE MONTAGNE

La foresta non era sempre stata laggiù.
Ai tempi in cui la comunità dei Falconieri decise di stabilizzarsi nella Valle dei Canti, una larga striscia di terra ricca di alberi da frutto e ruscelli, vi era solo un paesaggio piatto ed incolore oltre la collina più alta, all’orizzonte del quale brillava violentemente un enorme sole azzurro... continua...

SOLO UN SUONO NELLA TESTA

Corrado Barresi camminava sul marciapiede lungo la strada. Non gli interessava il traffico delle auto, le nuvole nere che indicavano minaccia di pioggia, la direzione verso cui era diretto. Camminava e basta, disinteressato a tutto il resto... continua...

LA VERITÀ DEL MALE

È arrivato il giorno. Il vestito nuovo è stato cucito. Sento mia madre che ride in cucina, mio padre le sbuccia un’arancia. Questo è il suo primo gesto ogni mattina, come rinnovato dono di nozze per lei... continua...

IL GELO NELLE SCARPE

All’alba ho fatto un sogno strano. Ero appeso a un filo di luce; sospeso nell’aria che delineava i contorni della mia figura. Da quella distanza di immagini fluttuanti mi vedevo tra trent’anni. Annegavo nei giorni di domani. Non c’era neppure una voce da ascoltare né dietro né davanti, ma i pensieri parlavano direttamente nella mia testa, cantavano, e la canzone diceva... continua...

OGGI CINEMATOGRAFO

In fondo cosa potrà mai essere questa sensazione di vuoto che capita talvolta di provare? Non bisogna darle peso, sono tutte cose che succedono, che si voglia o meno. Si gira per le strade, si corre certe volte, poi quando ci si ferma sembra che tutto quanto non abbia più alcun senso... continua...

IL TRENO DI ALÌ

C’era una volta un bambino di nome Alì che amava moltissimo i treni, e ogni tanto li vedeva passare dalla finestra di camera sua, una baita di legno che dava sulla valle e sul paesino vicino, dove c’era una piccola stazione di mattoni rossi... continua...

LE 101 PAROLE DI...

GLI OCCHI DEL DIAVOLO

AMANTI

IL PROBLEMA

LADY DIED

... E PER FINIRE...

TAUTOGRAMMI 1

TAUTOGRAMMI 2

TAUTOGRAMMI 3

Leggi anche: Letture sul Portico

Foto di Katie Tegtmeyer - http://www.flickr.com/photos/katietegtmeyer/

lunedì 26 aprile 2010

LETTURE SUL PORTICO

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



IL CORAGGIO DI UNA SOLUZIONE

La vicenda era ordinaria. Un innamoramento giovanile in un paesino campano: un ragazzo e una ragazza che si giurano amore eterno salvo perdersi pochi anni dopo, risucchiati da altre cose, da altre vicende, per poi rincontrarsi dopo molto tempo, ambedue sposati, lei trasferita a Roma, lui rimasto lì ma sempre in giro, a lavorare come rappresentante di commercio, e scoprire di essere stati frettolosi, di aver compiuto uno sbaglio clamoroso... continua...

IL LUNGO INVERNO

Sorseggio distrattamente un tè al gelsomino addolcito con una punta di miele d’acacia, per ammazzare il freddo che mi si è infilato nelle ossa. Sono rientrato in casa da poco. È mattina presto ed in veranda ho dato di sfuggita un’occhiata al termometro, che anche oggi se ne rimarrà abbondantemente sotto lo zero... continua...

MERMAID'S MEMORIES

La bambina abitava in un appartamento, disposto su due piani, sulla Hoffnungstraße. Strano nome da assegnare ad una via che, in realtà, era un vicolo. La sua stanza era al piano inferiore, l’unica apertura era rappresentata da una porta. Su una parete c’era un trompe d’oeil, una finta finestra affacciata sul mare... continua...

VISITE!

È comparsa una scritta sul muro ieri, come se un dito avesse tracciato sulla fuliggine rimasta attaccata alle pareti di casa mia. Diceva solo “ciao a tutti”… continua...

SPIRALI DI SOGNO

Aprii gli occhi. Mi ritrovai in uno strano mondo. Il cielo azzurro splendente era il palcoscenico di strane creature. Due elefanti, uno rosa e uno blu ballavano e saltellavano rimbalzando sulla coda... continua...

IL CANTO DELLE FORMICHE NERE

Cosa ci sta succedendo? Mentre passeggiavo ho visto un vecchio trascinato sull’asfalto. L’hanno derubato, nessuno lo aiuta, i passanti sono ciechi, proprio non lo vedono. Mi ha ricordato un altro vecchio... continua...

POMERIGGIO SOSPESO

Lei aveva indossato una vestaglia da camera, si era seduta al tavolo, aveva aperto il suo piccolo diario. Doveva spingersi in avanti, lo sapeva: avrebbe dovuto riordinare la casa, farsi una doccia, vestirsi per uscire, ma era rimasto in aria il passaggio quasi impalpabile di lui, forse il suo odore, la sua ombra, quel suo esser stato lì in silenzio fino a poco prima, e questo bastava a paralizzale dolcemente qualsiasi movimento... continua...

IL RISVEGLIO

Dm-.à/&00kPr 2OProvòP=?rova Prova… ecco, forse ci siamo. Ci riesco. Riesco a formare i caratteri sullo schermo proiettando la mente fuori dal mio corpo. Non so come sia possibile, ma è esattamente così. Se mi state leggendo, sappiate che il mio nome è Libero Valenti, che sono in stato vegetativo da oltre quindici anni e che mi trovo nella mia stanza da letto in un appartamento alla periferia di Roma... continua...

...LE POESIE...

LA MIA DECADENZA

PETTINAMI LE CIOCCHE DOLCE MADRE

DOVE COMINCI TU, INIZIO IO

...E LE 101 PAROLE...

CITARSI ADDOSSO

IL CUORE AFFLUISCE NEL PUNTO

GROUPIE

Leggi anche: Letture nella Città Vecchia

mercoledì 14 aprile 2010

THE PATROLMAN: Capitolo 12

Sempre più avvincente, sempre più emozionante, sempre più violento... Continua l'epopea di Joe Roberts e dei suoi "amici-ombra", un racconto di Massimo Mangani per Rivoluzione Creativa.



Guido come un razzo sulla 276, è notte fonda, al bivio svolto sulla 195... nei pressi di Allentown lascio la Interstate e prendo la statale verso Perrineville. Praticamente senza soste ho percorso tutti gli Stati Uniti da Sud a Nord, una sorta di Kerouac anche se meno fighetto e soprattutto meno tossico.
Durante il viaggio ho ingurgitato soltanto qualche compressa di Excedrina e qualche sorso di burbon, la radio mi ha fatto compagnia. Progressivamente il deserto ha fatto posto ad ampie foreste lussureggianti, poi a montagne innevate ed ora i dolci prati del New Jersey scorrono nell'oscurità. Il cuore mi batte fortissimo, non so ancora bene cosa sto andando a fare, né se ho intenzione di vedere Maria e i ragazzi... qualcosa mi dice che sto correndo inesorabilmente verso il baratro... i miei amici non si sono più fatti vivi, nessuna ulteriore spiegazione. Dentro di me ripeto che se dovessi dare la caccia a Franky, sarà soltanto per assicurarlo alla giustizia, non gli torcerei mai un capello! In caso la richiesta fosse diversa troverò il modo di oppormi... come se lo troverò!
I fari della Chevy illuminano l'asfalto, dalla radio la voce del vecchio Elvis mi tiene compagnia... Dio quanto mi manca Elvis... lui e la sua dannata cocaina! Cerco di non pensare a cosa direi se dovessi vedere Maria, dentro di me so che sarà praticamente impossibile evitarla, Perrineville è troppo piccola, già dal mio arrivo tutti sapranno che il sergente Roberts è tornato! Dannata provincia americana!!!
La voglia di girare la coda della macchina ed andarmene è molto forte, potrei rifugiarmi sulle Montagne Rocciose, Aspen o qualche merda del genere, oppure cacciarmi fra le nebbie di San Francisco e confondermi con i figli dei fiori. Non sarebbe male finire i miei giorni fatto di acidi come un cocomero, cantando maledette canzoni hippie e scopando liberamente nei campus di Berkley o Oakland! Giocando bene le mie carte potrei diventare il manager di qualche gruppo musicale giù a Sausalito... ma le ombre mi troverebbero... la minaccia ricevuta a Mexico City è troppo seria... non potrei mai perdonarmelo se accadesse davvero qualcosa a Maria, ai ragazzi o... a Franky!
Finalmente comincia ad albeggiare, percorro la Perrineville road e sento l'inconfondibile odore dell'aria di casa: il buco di culo del mondo dove sono cresciuto, dove ho scopato la prima volta... Dopo tutto il casino combinato da mio fratello non ci avevo più rimesso piede, l'umidità nell'aria entra nelle narici... ha quell'inconfondibile essenza di erba bagnata... a Rock City non l'ho mai sentita.
Mi fermo al bar del vecchio Taylor, devo assolutamente fare colazione se non voglio svenire di botto... sono praticamente due giorni che non tocco cibo! Taylor è dietro al bancone, sta asciugando un bicchiere... appena metto piede nel locale si volta, spalanca gli occhi, apre la bocca come per dire qualcosa, il bicchiere gli cade di mano, va in frantumi!
-"Cavolo Joe, non ti aspettavamo più... che diavolo...?"
-"Non chiedermi perché sono tornato... la risposta potrebbe non piacerti..."
Faccio colazione con del caffé nero e della torta fatta in casa, i cibi sintetici della Clifornia non sono ancora arrivati quassù.... posso assaporare la fragranza delle cose genuine... cazzo! Il vecchio Taylor mi guarda, fuori l'oscurità sta svanendo, qualche pick-up coi fari accesi inizia a passare per la strada. Finisco di mangiare, pago il conto... Taylor continua a guardarmi con aria grave... -:"Che c'è?"
-"Và da Maria, Joe!"
La casa è rimasta tale e quale, il patio bianco con le colonne scure che si affacciano sulla strada, le persiane verdi all'italiana, il tetto grigio... al piano superiore la luce della camera da letto di Maria è accesa... i ragazzi dormono. Il canto degli uccelli mattutini mi riporta alle levatacce fatte da bambino, quando d'estate andavo a fare passeggiate con i miei amici; mi pare di sentire la dolce brezza estiva accarezzarmi le gambe lasciate nude dai calzoncini corti... Parcheggio la Chevy, attraverso la strada con il cuore in gola, entro sotto la veranda, aspetto un interminabile minuto, vorrei scappare... Aspen... San Francisco... Busso...
Sento un passo delicato scendere le scale, il chiavistello si apre... Maria è ancora bellissima, ha gli occhi rossi, sta piangendo da un po' di tempo, evidentemente non sono io la causa... restiamo a guardarci in silenzio... mi butta le braccia al collo...
-"Joe... Joe... sei tornato..."
-"Scusa Maria... scusa...!"
-"Oh Joe sei arrivato appena in tempo..."
-"...In tempo per cosa..."
-"...si tratta di Franky... è terribile Joe..."
Il sangue mi si gela nella vene
-"Franky cosa...Maria?"
-"Entra Joe... siediti..."

Massimo Mangani - Leggi tutti i capitoli


Foto di Steve Snodgrass: http://www.flickr.com/photos/stevensnodgrass/

mercoledì 17 marzo 2010

LETTURE NELLA CITTÀ VECCHIA

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



UNA SERATA BENE INIZIATA

Fredda e piovosa sera invernale; il bar di via Pistoiese è praticamente deserto, il ticchettio della pioggia sull’asfalto si confonde con la musica della radio all’interno del locale.
Mario è seduto ad un tavolino, uno di quelli di plastica bianca da quattro soldi ricoperto da una tovaglia a fiori mezza bruciacchiata dalle cicche di sigaretta... continua...

COME UN FILO DI MIELE STRETTO IN PUGNO

Mi preparai con la massima cura. Cercavo spasmodicamente un vestito bianco, da indossare in quell’occasione. Lo trovai nell’armadio di mia madre. Strappati via i nastri che appesantivano la sagoma, tagliai via l’ultimo lembo che copriva le ginocchia, poi piegai con garbo le maniche sin quasi ai gomiti. Di fronte allo specchio infilai me stessa in un immagine diversa che nei suoi riflessi raccontava di un desiderio alimentato e nutrito come un avido figlio, un figlio che ai primi morsi della fame urla nello stomaco il suo bisogno d’abbandono... continua...

UNA DONNA ESTROVERSA

La donna allo specchio si osservava i piccoli difetti del viso. Avrebbe dovuto uscire di casa tra non molto, ma siccome si doveva incontrare con alcune persone tra cui un uomo che lei reputava bello, tutto questo la metteva in forte disagio. I loro rapporti erano soltanto di lavoro, non sussistevano dubbi su questo, però ciò non significava affatto che lei dovesse sfigurare al suo fianco, recandosi a quella colazione tra colleghi d’ufficio... continua...

STILETTO

Seduta sul lettino, nel giardino di casa, guardava i propri piedi nudi accarezzare l’erba soffice, morbida ed umida. Le sensazioni che ne riceveva erano seducenti, anche se avrebbe preferito sentirli stretti ed avvolti in un paio di décolleté di vernice. Come quelle che aveva indossato quella volta.
Da giorni si stava chiedendo come fosse finita in quella storia. Entrata, scivolata, catapultata... continua...

IL PIFFERAIO DELLE STEPPE

Oltre le montagne si trova il deserto, ed una strada lunga e polverosa che taglia in due il continente. A sud di questa la vegetazione diventa selvaggia, le strade intricate, i villaggi sporadici e pieni di misteri. Laggiù i giovani sognano Rock City, mentre i vecchi siedono sui porticati a cantare vecchi pezzi blues... continua...

WHITE AS THE SNOW

Biancaneve si affacciò alla finestrella della piccola casetta sperduta nel bosco, guardò l’orizzonte e si convinse che fortunatamente la sua matrigna non l’aveva ancora scovata.Chissà che colpo sarebbe stato se la povera vecchiarella avesse scoperto che i sette nani erano in realtà spogliarellisti rimorchiati un giorno di tempesta nel pub vicino al porto, e che per rendere la storia della sua vita adatta ai bambini aveva mentito tutti quegli anni... continua...

ROOSTER CRANE

Il concerto degli Abyss era terminato in un tripudio di urla di disperazione e pianti isterici. La band più “scura” di Rock City aveva lasciato il palco tra i rintocchi di campana della tenebrosa e bellissima “Funeral”, dopo un concerto di quasi tre ore. Per l’occasione il cantante e leader della band si era fatto rinchiudere in un cofano d’ebano posizionato al centro del palco. Un becchino smilzo e incappucciato scandiva il tempo del finale per solo piano conficcando dei lunghi chiodi d’acciaio nella bara. I quarantacinquemila dell’Arena Nord erano in estasi... continua...

LE 101 PAROLE DI...

LA FINESTRA DI FRONTE

DANCE

È PRIMAVERA

L'ERBA DEL VICINO È SEMPRE PIÙ VERDE

TRAUMA

FARFA E SHAULA

VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA

AFFOGATI ALLA NUTELLA

ASK NOT

E INFINE LA POESIA DI

CARNI E ACCIAIO

Leggi anche: Letture Bionde sul Sofà

FONTE: I SILENTI

sabato 13 marzo 2010

IL CAOS



Il caos è quella cosa chi mi entra in testa alla mattina, appena apro gli occhi, e me la ritrovo accanto di notte, prima di chiuderli. Il caos è il mio fratello siamese. Il caos è la mia palla al piede, un fastidioso appendice del mio vivere quotidiano. Vorrei liberarmene ma non ci riesco, anzi ne sento quasi il bisogno.

Il caos è quella sensazione che mi invade quando cerco di dare un senso agli affari del mondo. Quando mi metto a leggere le notizie e non le capisco, non perché siano complesse, ma perché mi confondono, perché ribaltano i miei ideali, le mie prospettive, le mie priorità.

venerdì 5 marzo 2010

Letture bionde sul sofà

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



ELISA A NATALE

Molte volte si era ripetuta tra sé nei momenti in cui lo sconforto era stato maggiore, che lo svolgere quel lavoro di positivo aveva diversi elementi: le permetteva di conoscere molte persone, per esempio, di interagire con loro, di imparare cosa dire, come sorridere, come parlare, in poche parole ad essere più socievole di come non fosse mai stata in precedenza... continua...

BIRRA O CASETTA IN CANADA

“Ecco, vai là e scrivi” mi dice mia moglie, come se potesse servire a qualcosa, che io manco ci riesco a mettere una parola dietro l’altra senza fare errori. Però è convinta che mi faccia bene, che in questa maniera possa schiarirmi un po’ le idee... continua...

LAMIA

Udrien mosse un passo dentro il sepolcro e capì in quell’istante che aveva appena commesso un errore. Ma l’orgoglio parlò e fece tacere il buon senso. O forse era la curiosità, quella spinta che ispira ogni vero uomo. La scoperta, il mistero, il segreto; queste sono le ragioni di una vita randagia, senza un domani, senza una casa che possa dirsi tale. Solo la strada davanti ai tuoi piedi, ed il vento, a volte impietoso e gelido, portatore di pioggia, altre volte così caldo da toglierti il respiro... continua...

IL FANTASMA DI PENELOPE PEARL

I ragazzi sedevano sulle panchine del parco, quello dietro l’Agorà, il più grande dei centri musicali della Dream Records, sessantamila metri quadri di negozi di strumenti, sale di registrazione, bar, ristoranti, negozi di dischi, e poi parrucchieri, tatutatori, tabaccai e rivenditori di gadget di ogni tipo. Il tutto sorgeva intorno a due grandi palcoscenici sui quali ogni sera dava spettacolo la crema del pop di Rock City... continua...

FUGADIOMBRE

La cecità! Sarebbe un sollievo per me ora?

Appena sveglio ho accostato di nuovo l’orecchio alla finestra, per sentire le voci del mare.

La stanza dove abito è tutto un pullulare buio di ombre, che sfilaccia la solidità delle pareti... continua...

LE POESIE DI...

FACT OR FICTION?

SINFONIA DELLE BALENE

TI RICORDI DI MARIA DI MAGDALA?

...E LE 101 PAROLE DI...

INSONNIA

L'ATTESA

MAGNETOTERAPIA

CYBER LOVE

WAITING FOR

THE HEART IN B.E.D.

Leggi anche: Letture con la cicca in bocca

mercoledì 3 marzo 2010

LA SINDROME DEL CACCHIO PICCOLO



Voi non ci crederete, ma il vero male dell'umanità è una malattia tremenda e contagiosissima di cui nessuno mai parla, perché a parlarne non può che peggiorare. Colpisce circa il 99, 97% degli uomini e secondo alcune recenti statistiche anche un buon 38% delle donne. È la Sindrome del Cacchio Piccolo (da adesso SCP).

Si manifesta in età puberale, dopo un lungo periodo di incubazione in cui la mente del soggetto non avverte praticamente alcun sintomo. Quando arriva il giorno del rimescolamento ormonale, dei vestitini corti della compagna di classe, dei giornalini degli amici e degli incidenti notturni tra le lenzuola del letto, il soggetto è costretto a fare i conti con le dimensioni del proprio ammennicolo. È un affare di testa, niente più. La sindrome infatti non colpisce esclusivamente i meno dotati, ma indifferentemente quasi tutti i maschi.

Secondo le ultime ricerche in materia, quello che si pensava fosse un problema esclusivamente maschile, è in realtà una patologia molto complessa che affligge in alcuni casi anche le donne. Ora direte voi, come è possibile che le donne di sentano in deficit di cacchio, dato che non ce l'hanno. Ma la SCP è una malattia psicosomatica e non ha assolutamente niente a che fare con le dimensioni del membro.

COME RICONOSCERE I MALATI


I malati si individuano facilmente. Di solito, per compensare la mancanza, ricoprono cariche molto importanti. Quasi tutti i politici sono afflitti da una versione acuta di questa patologia. A prova di ciò allegherò una foto che giustifica alcuni comportamenti del premier italiano.



Chi è afflitto dalla SCP non dubita soltanto della propria virilità ma del significato della sua stessa esistenza, e cerca di riappropriarsene fuori dal letto, o meglio, lontano dallo specchio. Per questo tutti i dirigenti, i capireparto, gli amministratori e direttori vari soffrono di questa malattia, che come ho affermato prima può essere anche molto contagiosa. Appena infatti qualcuno incomincia a frequentare certi ambienti nei piani alti, il morbo dormiente che è in lui si risveglia.

Da non confondersi con la SCS, ovvero la Sindrome del Cacchio Scomparso, tipica degli obesi. È una variante molto triste della malattia perché, a differenza di coloro che contraggono la SCP, questi pazienti vivono nel tremendo dubbio che il loro cacchio possa essere sparito sotto le loro dirompenti trippe.



Anche le star soffrono disperatamente di questo complesso. Lo scompenso li porta a desiderare la telecamera ed a porsi al centro dell'attenzione. Ora penserete, ma uno come Tommy Lee come potrà mai essere afflitto da una malattia simile? Ebbene, io vi dico che anche lui sta male, nonostante le dimensioni del suo cetriolo. Questa regola non vale per gli attori porno, i quali sono nella maggior parti dei casi immuni alla SCP.



I PORTATORI SANI

Il signor Siffredi è un tipico caso di portatore sano. Non è afflitto da SCP ma è di sicuro un soggetto molto contagioso. Basta guardare un suo film per rimanere profondamente colpiti dalla sindrome, almeno che non si abbiano i giusti anticorpi.



IL RUOLO DELLE DONNE DEI MALATI

Esperta mentitrice fin dai tempi della maga Circe, la donna del malato, con il tipico slancio da infermiera, cerca di rassicurare il soggetto dicendogli una mezza verità, che è da sempre la bugia migliore. “La misura non conta, amore....” Frase fatta che può voler dire tante cose, tipo:

1.La misura non conta per andare a pisciare
2.La misura non conta, ma se proprio devo scegliere meglio grosso
3.La misura non conta, diceva mia nonna che era lesbica

e via così...

LA SCP NON HA PREFERENZE RAZZIALI



Anche se la leggenda dice che in neri sono più dotati degli altri, questo non vuol dire che la SCP non colpisca anche gli uomini di colore, anzi. I comportamenti egocentrici tipici dei più famosi rapper sono evidenti sintomi di questa malattia. Lo stesso Obama non può che essere preda si una forma acutissima di SCP, altrimenti non ricoprirebbe il ruolo in cui si trova.



COME CURARE LA SCP

Non esiste una cura omologata, perché ogni caso fa storia a se. Si consiglia di spegnere i televisori, di smettere di leggere le riviste ed i giornali e di fare lunghe passeggiate sulla spiaggia o sulle colline insieme al proprio partner. Fare un figlio può servire a combattere i sintomi, dato che le prestazioni sessuali del paziente diminuiscono ed avrà meno occasioni di confrontarci con il problema. Ma, ripeto, il problema non si risolve così facilmente. Io ne ho fatti tre, ed ancora ne soffro...

FONTE: http://isilenti.wordpress.com/

lunedì 15 febbraio 2010

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Spara fucile, spara, che altro non sei che l'estensione d'acciaio del mio braccio, e per quanto cerchi di essere tutt'uno insieme a te, una comoda sensazione di distacco ci separa. Il mio dito fa solo il suo lavoro, il tuo grilletto è solo un ingranaggio, e anche la pallottola che esplode nel corpo del bersaglio altro non è che un oggetto innocuo, un gingillo di metallo e polvere nera. Tutte queste cose insieme danno esito a un evento di morte, ma è un risultato soggetto a troppe variabili, una catena infinita di comandi, responsabilità e conseguenze che, una volta davanti al fatto di sangue compiuto, perde significato. Le responsabilità si assottigliano. Le regole del sistema sussurrano le parole al politico che le rigira alla TV, vengono riprese poi dai miei diretti comandanti, che fanno la voce grossa per stemperare le mie emozioni. Il mio dito è il loro dito. Il grilletto del mio fucile reagisce all'occhio della cinepresa dell'ultimo telegiornale. La pallottola è l'indice del politico, e il sangue che sgorga dal petto squarciato del mio nemico è l'inchiostro con cui si stampa la moneta corrente. Ecco perché non oso abbassare la mira e voltare le spalle. È un gioco troppo più grande di me.


PICCOLE LETTURE CON CARNE DI CUORE TRITATA

sabato 13 febbraio 2010

LETTURE IN ODORE DI PRIMAVERA

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



CUCCIOLO

Al piccolo Giacomo piaceva la sua scimmietta di peluche, quella con le calamite sui palmi e gli occhi leggermente storti. Gliel’avevano regalata a maggio durante la gita al parco degli animali, un’occasione speciale per festeggiare il suo quarto compleanno, trascorso meravigliosamente insieme ai suoi genitori, che purtoppo vedeva solo nel weekend, o a sera tardi prima di andare a letto... continua...

POMERIGGIO DA DISPERATI

La mamma li aveva lasciati nel giardino di casa a giocare; era dovuta uscire per un impegno improvviso, “Una mezz’ora, un’ora al massimo”, aveva detto, e si era raccomandata più di una volta specialmente con Teresa, la figlia più grande che aveva già nove anni, di comportarsi per bene e ad ambedue di fare il più possibile i bravi... continua...

ROSSO NATALE

La vigilia di natale mi vesto di rosso, per via delle macchie…
Mi metto il cappello con le campanelle, la barba finta, con quei fastidiosi pilucchi che mi entrano in bocca e mi fanno sputare, gli stivali alti foderati di pelliccia e alle otto di mattina incomincio il giro della città... continua...

FIENO O VOGLIA DI ESTATE

Capita abbastanza spesso che un odore captato per caso stimoli i nostri ricordi, riportando la mente a fatti accaduti anche molto lontano nel tempo. Basta una lieve percezione, un sapore frizzantino che si insinua nelle nostre narici per darci quella sensazione di soave malinconia che ci empie il cuore e ci offusca il cervello... continua...

CAPPUCCETTO ROSSO 2010

C’era una volta…
…beh, lei si faceva chiamare Susy, ma il suo vero nome era un altro e nessuno lo conosceva, almeno nel quartiere in cui viveva, che era tutto il suo mondo ormai... continua...

ZEUS

I ragazzi della compagnia si erano abbondantemente annoiati anche quella sera, restandosene lì seduti in maniera scomposta sulle solite panchine del giardinetto nel loro quartiere... continua...


LE POESIE...

SUSSURRI E FRAMMENTI

VIA D'AMORE

RIASILLA PER LE PERIFERIE DELL'ANIMA

NEI MIEI VUOTI DI TE



...E LE 101 PAROLE DI...

LA MAESTRA

MICHELA E I SUOI GATTI

IL LENIMENTO DI MORFEO

...COME SE TUTTO SI ESAURISSE...

QUANDO LA VITA FA SCHIFO

STRAPPO CORRETTIVO

IL CASSETTO DELLE MERAVIGLIE




Leggi anche:
Letture a bordo piscina

ENTRA IN RIVOLUZIONE CREATIVA E INIZIA A CREARE INSIEME A NOI!

venerdì 5 febbraio 2010

LE ULTIME PAROLE DI JACK DANIEL



C'era una volta un ragazzo di nome Jack, di sangue misto, inglese, scozzese e irlandese, ma nato in America come si soleva fare nel lontano 1846, o forse era il 1950, perché all'epoca ci si sbagliava facilmente con i numeri... Americano DOC insomma, e come tanti altri americani il piccolo Jack aveva un sogno (che cosa sarebbero gli americani senza i loro sogni?), aprire una distilleria. E così fece... era il 1866.

Oggi il Jack Daniel's non è solo un whiskey ma un vero e proprio manifesto di vita, il simbolo della bevuta on-the-road, la benzina del bluesman, il compagno migliore per quelle serate passate in solitario, ad arreggerti le trippe aspettando l'alba.

Era il 1911 quando, per colpa di una ferita all'alluce, procuratasi tirando un violento calcio alla cassaforte (il povero Daniel non riusciva mai a ricordarsi la combinazione, chissà come mai...) Jack contrasse una terribile infezione che lo portò sul letto di morte. Ma prima del trapasso, prima cioè di diventare il distillatore personale di dio e di tutti i santi, Jack, rivolto probabilmente al nipote al quale aveva lasciato la distilleria, sussurrò: “One last drink, please...” E quelle furono le sue ultime parole.

lunedì 1 febbraio 2010

LE RASOIATE DI FESTER...

Un nuovo personaggio si affaccia su queste pagine virtuali. Si firma "Fester" e non ho idea di chi sia o cosa faccia. Quel che è certo è che ci va giù pesante...



Ierimattina, mentre uscivo di casa, sono scivolato su un lastrone di ghiaccio. Vivendo in un quartiere pieno di mussulmani la mia vicina si è subito insospettita… mi si è avvicinata e mi ha detto “Secondo me qui c’e’ lo zampino di Al Quaeda!”
Io l’ho guardata arreggendomi la schiena che mi doleva da impazzire. Le ho sorriso gentilmente, come si fa con le vecchie signore, poi le urlato con tutto il fiato che c’avevo: “No, qui c’è lo zampino di quel budello di dio!!!”
Lei si è fatta il segno della croce ed è rientrata in casa. La giornata è proseguita nella migliore delle maniere…
Perchè a volte un moccolo può risolvere…

Le Rasoiate di Fester

giovedì 28 gennaio 2010

Antonio Conte - FACCE DA FACEBOOK (ognuno sarà famoso x 15 persone)



Segnalo con piacere la mostra che si terrà per tutto il mese di febbraio nel comune di Pennadomo (Ch). I quadri di Antonio Conte saranno accompagnati da alcuni brevi testi dalla Silente G., nostra collaboratrice ed immancabile funambola del circuito willoworld.net. Il soggetto di questa mostra è davvero interessante e riprende in qualche modo il manifesto di Rivoluzione Creativa, la community di Willoworld.

"C’e una battaglia ideologica che si sta combattendo in questi anni, anche se i media ne parlano unilateralmente. La cultura del file-sharing, se non verrà bandita dalle leggi che si moltiplicano ogni giorno, trasformerà la percezione del prodotto mediatico. Se nessuno pagherà più un centesimo per godere di un’opera, non sarà la fine delle correnti creative anzi, sarà l’inizio di una grande rivoluzione artistica. Cadranno i miti, i simboli di facciata costruiti dalle industrie dell’intrattenimento, e con tutta probabilità (in realtà sta già succedendo), il ciclo di fruizione dell’opera sottostarà a nuovi modi. Diventeremo fan di noi stessi, oppure dei nostri amici, o delle persone che faranno parte della nostra community. Questa decentralizzazione dell’immagine potrà fomentare nuove correnti, migliaia di nuove correnti, e si riscoprirà il vero significato dell’arte, che è fine al creare. Il processo creativo é terapeutico. Gli altri potranno attingere da noi, copiare, stravolgere, riscrivere la storia cento altre volte. Slegati dalle catene del mercato, liberi dal cerchio che imprigiona la grande “C” del copyright, saremo finalmente liberi di conoscere noi stessi e non temeremo più di farci conoscere agli altri."

Tratto dal Manifesto di Rivoluzione Creativa


Antonio Conte - FACCE DA FACEBOOK (ognuno sarà famoso x 15 persone)

Facebook è la prova tangibile che Warhol aveva ragione, tutti noi avremmo avuto i nostri quindici minuti di celebrità anche se forse non è più una questione di tempo,oggi siamo famosi non per quindici minuti ma per quindici persone, il nostro pubblico. Il Web permette, di fatto, di avere un costante 'controllo sulla notorietà': ognuno di noi è in grado istantaneamente di verificare da quante persone si è letti, osservati, (eventualmente) apprezzati: si creano “micro celebrità” a colpi di click. Facebook ti «fotografa», ti trasforma in personaggio, solletica abilmente il tuo egocentrismo,con face book ognuno diventa personaggio famoso e attenzione attenzione ognuno è anche critico dell’altro in un continuo gioco delle parti ,Il vecchio critico decretava un successo o un fallimento parlando da solo alla massa: ora è una 'massa critica che parla a se stessa. Tutti famosi per un giorno? No. Tutti famosi per qualcuno.



Due immagini della mostra

ANTONIO CONTE

Immaginate un uomo, che guarda verso l'orizzonte.
Non c'è più nulla, solo colori e forme che possono divenire qualsiasi vostro pensiero.
Ci sono artisti come Antonio Conte che nascono per esprimersi solo con l'arte e ci riescono.
Se ci può essere un connubio tra Surrealismo,
Dadaismo e Astrattismo
con una punta di Pop-art alla Wharol...
questo è Antonio.
In un'era in cui l'Arte è divenuta puro accessorio e commercio, qui troviamo ancora risposte e sogni a colori. Parole dall' ironia e dalla malinconia e la vita nei visi e negli occhi delle tele di chi ha respirato l'aria di Napoli ma è pronto per ogni dove!
Dategli un rosso magenta e un blu cobalto e salverà il mondo...
salvando se stesso.

Silvia Paganini


GIULIA RICCO'


Si dedica da alcuni anni alla scrittura creativa. Ha pubblicato diversi racconti sul circuito Willoworld.net e sulla community Rivoluzione Creativa. Lo scorso agosto si era già cimentata nel medesimo ruolo scrivendo i testi di accompagnamento per la mostra di Daniele Frisina.

I LAVORI DI GIULIA RICCÒ APPARSI SU RIVOLUZIONE CREATIVA

venerdì 22 gennaio 2010

GRANDE FRATELLO 2010

Una grande produzione dei Silenti in corsa al prossimo Festival di Berlino…





E qui la seconda parte…



…quante sono le mie dita?

mercoledì 20 gennaio 2010

lunedì 18 gennaio 2010

LETTURE IN CAMICIA

Ecco i nuovi interventi apparsi recentemente sul sito della community Rivoluzione Creativa e sulle pagine degli altri progetti di Willoworld.



LA SAGGEZZA DEL VECCHIO

Tutto è già stato spiegato; la comprensione delle cose non ha più scopo: tutto è ormai chiaro, evidente, palese... continua...

OGGETTI SENZA SOGGETTI

Qualche volta mi accade di essere risucchiato in una stanchezza deprimente.
Allora lascio la presa sui miei pensieri, che ne approfittano immediatamente, dileguandosi ognuno per suo conto, come i servi infedeli appena il padrone si allontana da casa... continua...

NOTTE SILENTE

Un elicottero tagliò il cielo notturno come una lama di rasoio gettando luci rosse e blu tutt’intorno. Rallentò in prossimità di un’imponente edificio scuro. Dalla finestra il Commissario lo vide scomparire dalla propria visuale, immaginandoselo mentre si poggiava delicato sul tetto e un drappello di poliziotti saltava giù, portandosi dietro il loro uomo... continua...

F I N E S T R E I N S O N N I

Una donna guarda fuori dalla finestra, un uomo le cinge le spalle e le bacia il collo, lei continua a guardare fuori quasi impassibile, sembra che in quel buco di vetro trovi riposo, un passaggio segreto da un dentro apparentemente ordinato ad un fuori caotico ma interessante. Anche in inverno, molte finestre rimangono aperte, molti i volti scrutare dalle trasparenze, gli sguardi rivolti verso l’alto come cercando di se il più intimo pensiero... continua...

CINDERELLA

Chiara era un ricordo, o forse solamente un sogno. Il corpo magro privo di forme, la pelle candida, gli occhioni da cucciola, le efelidi attorno al naso all’insù e i lunghi capelli castani formavano un delizioso avatar di carne... continua...

LE POESIE...

COCCODE'

A MIO FIGLIO, NATO MENTRE CADEVA IL MURO DI BERLINO

FANTASIA FRENETICA

E LE 101 PAROLE DI...

L'UOMO CON TUTTE LE RISPOSTE

POI TI HA BACIATA

PAMELA

LEGGI ANCHE: LETTURE YOGA

Foto di Pieter Morlion: http://www.flickr.com/photos/pietermorlion/

Un pessimista è un ottimista ben informato