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sabato 19 settembre 2009

LIMBO: Capitolo 3


 
Limbo é un libro blog di GM Willo illustrato da Charles Huxley. Per scoprire il mondo di Limbo iniziate a leggere dal primo capitolo e addentratevi in un universo di misteri e magia. Se amate la fantasy, trovere in questa avventura qualcosa di diverso…
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Il fuoco ardeva a pochi metri dal lago. Il lago era il cratere di un vulcano spento. Le brezze montane ne increspavano la superficie.
Quello era il luogo ideale per giocare con gli elementi, per provare nuove formule, sondare i limiti del proprio potere e riversarlo nel paesaggio circostante. C’era acqua, fuoco, vento e terra. C’era il silenzio, interrotto a volte da un tuono lontano, oppure dall’urlo di un falco. C’erano i boschi di faggi e querce che circondavano il cratere, e gli animali che si nascondevano per timore del crepitio. Era il crepitio della magia, come se l’aria attorno al mago cominciasse a sfrigolare, perdendo consistenza. Gli animali non lo sopportavano, e ne fuggivano con la coda tra le gambe.
Mylo provò a concentrarsi di nuovo sulle fiamme danzanti che aveva dinanzi. Sentiva il calore sulla sua faccia ed il vento che gli accarezzava i capelli tagliati corti. Era un giovane robusto, dal volto pallido e la bocca rossa come petali di rosa. Aveva il portamento tipico dei Lupi Cacciatori; nobile e fiero.


venerdì 11 settembre 2009

LIMBO: Capitolo 2

 
Limbo é un libro blog di GM Willo illustrato da Charles Huxley. Per scoprire il mondo di Limbo iniziate a leggere dal primo capitolo e addentratevi in un universo di misteri e magia. Se amate la fantasy, trovere in questa avventura qualcosa di diverso…
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Sogni ricorrenti – Un canto per il padre
 
  Era sorto un giorno di sole attorno alla tenda. Il giallo rimaneva sulla superficie del deserto, nella sabbia che si perdeva in dune e dossi all’orizzonte. Ma il cielo era limpido e il sole brillava di una luce fresca. Si riuscivano anche a vedere le Montagne della Notte, guardando nella direzione dalla quale il giorno prima Jade e Misar erano sopraggiunti.
La ragazza pensò che fosse una giornata inadatta ad un funerale. Troppo luminosa, troppo allegra. Era uscita presto quella mattina, poco dopo che Misar si era svegliato ed aveva trovato il corpo del suo vecchio amico già freddo. L’anziano era rimasto accanto a suo padre per un po’ di tempo, sussurrando delle parole che potevano appartenere a una canzone o a una preghiera, o forse ad entrambe le cose. I Canti di Limbo, la voce di Seidon che aleggiava nelle valli e sugli altopiani, melodie misteriose che la gente percepiva quando un evento era prossimo o appena trascorso. Questi canti si trasformavano in preghiere che la gente usava per ringraziare Seidon ed omaggiarlo.
Ma la mitologia Arcon non l’aveva mai convinta del tutto. Le vennero cosi in mente i Misteri, e si mise a ridere. Sciocchezze, pensò, e continuò verso il boschetto che si trovava oltre le prime dune nei pressi della tenda. Laggiù pascolavano i due muli che trasportavano la tenda e l’equipaggiamento di Misar e di suo padre. Adesso erano suoi, come tutto il resto, compreso il maledetto medaglione.  [...]

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venerdì 4 settembre 2009

LIMBO: Capitolo 1

Limbo é un libro blog di GM Willo illustrato da Charles Huxley. Per scoprire il mondo di Limbo iniziate a leggere dal primo capitolo e addentratevi in un universo di misteri e magia. Se amate la fantasy, trovere in questa avventura qualcosa di diverso…
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CAPITOLO 1: Gli oggetti di famiglia – La morte di un padre – Il destino di un Keeper




Il sole era nascosto da un velo di foschia color ocra, il paesaggio era privo di ombre e baluginava come una visione di un sogno, il vento soffiava ma era muto.
Jade vide la tenda in mezzo alle dune. Si proteggeva gli occhi con una mano mentre la sabbia le vorticava intorno. Sentiva il terreno sotto i piedi pulsare, oppure era il suo cuore che batteva più forte del normale e le rimbombava in ogni centimetro del corpo. Non avrebbe saputo dirlo. Ciò che sapeva era che suo padre si trovava in quella tenda, ed era sul punto di morire.
Si era fermata a due passi dalla sua guida, un uomo che si faceva chiamare Misar. Era vecchio, ma aveva un portamento elegante. Si sorreggeva con un bastone e la guardava con due occhi profondi, due fessure verdi sotto folte sopracciglia striate di grigio.
Lei era minuta ma aveva il volto fiero. I capelli le accarezzavano in onde brune gli alti zigomi. Gli occhi erano due pozze di tenebra, ma il loro taglio era dolce. Erano gli occhi di sua madre.
Lui la guardò come per assicurarsi che avesse capito. Lei gli rispose con un cenno; la tenda era il luogo verso cui erano diretti. Avevano oltrepassato le Montagne della Notte, percorso il Fiume Serpe fino alle cascate dei Dowa, attraversato la foresta fino ai margini del deserto che segnava il confine con le Terre Desolate. Avevano camminato per cinque giorni e finalmente il viaggio stava per concludersi.  [...]
 

Un pessimista è un ottimista ben informato