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venerdì 19 marzo 2010
Saranno famosi?
sabato 21 novembre 2009
Simile sono io, che parlo da sola: di Miriam Carnimeo
macchine. All´angolo di una strada, una banda di volti segnati dal freddo fa
partire una bella canzonetta, una marcia gioiosa, sui suoni di trombe e
tromboni, fa ricordare a chi siede con le spalle ricurve su solitarie
panchine, le belle serate del dopo guerra trascorse ubriache a ballare sui
tavoli, le piccole lucine e le penombre di teste che oscillano, le voci delle
donne tra cristalli e brindisi. Un assolo di tromba spacca la memoria, all´
improvviso, inghiottendo i passanti, gli amici, gli amori. In un deserto di
slanci, tra il rumore delle macchine veloci e il suono costante della corrente
elettrica tra muri e i lampioni, nascono pensieri tra i denti, immagini fisse
di sagome in lontananza, che si ingrandiscono lunghe, senza mai toccarsi, così
stanche, deboli e lente, si schiudono come bolle di sapone nella testa. Guardi
il mondo, lo guardi molto ma sogni altro. Lo scandire di un si riempirebbe la
bocca, fermerebbe il tempo senza lasciare niente al cosa resta. Adesso,
svolazzano le tende adagiate sui vetri delle finestre, amanti di questo stesso
silenzio costruiscono fotografie che in questa città, sembreranno domani un
ricordo ragionevole. Ci vorrebbe una bella passeggiata lontana dal posto in cui
mi trovo, lontano dal rumore, dalla forma dell´acciaio che lampeggia come
sedotto dalle luci. Alzando la testa guarderei alcune nuvole come sfumate
macchie bianche correre veloci nel cielo senza aspettare i miei passi lenti e
incerti, disegnerebbero nuovi percorsi da seguire solo con gli occhi, senza più
lacrime da dedicare al tempo ladro. Ma per fortuna c´è il mare, lo guardo
consolare ogni dentro perso, ogni desiderio di sconfinare. Mi aiuta a godermi
un sogno, dell´intensità di un grande amore, un abisso scuro forse, ma materno
e senza porte chiuse in cui sentirsi vigliaccamente al sicuro. L´aquilone di un
bambino guarda con interesse il mio filo legato a lui, intravisto, sottile,
coreografico ponte tra le voci dei passanti ed i loro lamenti. E´notte, il
cielo è carico a scoppio, le stelle sono ovunque, giù e su si confondono,
simile a me, che parlo da sola. Calmo le urla mentre il cuore batte, attendendo
il momento in cui scorgere il volto di un uomo che torna, ha con se solo l´
entusiasmo di un presente, e la raffinata arte della dimenticanza. Il passato
non più punto fermo di un vissuto senza trasparenze nè gioie con l´eco, senza
più gabbie che tra i fumi emergono immense. Nell´adesso salvo, mai più perduto.
Io, assettata di sincerità morderei il suo cuore per ricordare del mio, il
senso.
Miriam Carnimeo
giovedì 19 novembre 2009
- La memoria del sasso - di Dario de Giacomo
Mi accade così, all’improvviso, di scoprire che la mia casa è un museo di stili scadenti, eppure è ancora familiare, ma opprimente come un abbraccio decrepito.
Poi il buio tracima nelle stanze e avverto la presenza della mia donna.
- Non ho fatto niente io.
Quelle parole di Milena naufragano ad intermittenza sulla mia esasperazione.
Pugno batte carta, la morra del nostro amore.
Lei mi tiene sigillato qui dentro casa, con il silenzio e la pelle.
Ma io vivo superfluo rasente i giorni, perché è una vita che mi assento spesso da me stesso.
Ci sono talmente tanti cassetti chiusi nella mia mente, così zeppi di rabbia e odio repressi che potrei far esplodere questa palude tra me e lei.
Io cerco di trovare qualcosa che mi tenga tranquillo.
Ma la notte arriva sempre, cala giù fino in fondo allo stomaco e lo riempie di immagini sconnesse e affilate.
Rabbrividisco quando il buio mi sorprende, spiandomi dallo spazio vuoto tra i mobili. Provo a scappare a piedi nudi sul pavimento gelato, ma annego in quello spazio vuoto, senza luce, dove non c’e’ colpa solo punizione, nessun dolore solo orrore. La pelle nuda di Milena è una sforbiciata netta nello stomaco, uno scandaglio gettato in fondo agli incubi, che avvolge di oscurità le mie immagini. Forse stanotte non riuscirò a diradarle.
La memoria è un sasso tondo e molti sassi formano un mucchio compatto.
Qualcuno me li ha fatti ingoiare tutti in questi anni, però è strano che questa notte li senta più pesanti.
Milena sta rannicchiata contro la parete, con la testa chinata in avanti diventa piccola piccola.
Le braccia magre sono strette intorno al corpo, i capelli le nascondono lo sguardo.
La sua innocenza ha uno spessore, ragiona di neri desideri e si struscia pesante, lasciando le sue tracce addosso a me.
La sua ingenuità diventa minuscola, vittima di quella stanza enorme che la contiene.
- Io non ho fatto niente – ripete.
Ma il colpevole non è l’assassino, è la vittima.
Milena ha imparato a resistere senza muoversi. La lapido con i miei sassi e lei si copre il volto con le mani, perché ha paura che possa scoprire qualcosa dentro il suo sguardo.
Anni oscuri, molti anni di dolorose memorie si sfaldano in quel gesto, sgretolandosi un secondo dopo l´altro. Il nostro passato marcisce nero, come un dente marcio che ci ha storditi per mesi ed ora ci solletica, di tanto in tanto, con una fitta estranea.
C´è un lungo istante in cui le parole divampano come la brace, ma salgono verso l´alto in spirali di fumo e scompaiono, portandosi dietro il loro significato.
Sono stata iniziata al sesso con la violenza.
Dentro ogni gesto che fai – le dico – sento che usi la tua vita per disarmare la mia.
Ma era ineluttabile che la sopraffacessero, necessario.
Lei usa il suo sesso con gli uomini come si usa un bisturi, affondandolo dove sono più sensibili, incidendo i loro nervi scoperti e provocando dolore. Sì, molto dolore. Il perverso gioco di Milena, la sopraffazione, una slot machine per guadagnare la loro fiducia: ottengono quello che vogliono, quando lo vogliono. Si avvolge rampicante dentro il loro orgoglio, fino allo spasimo dell’umiliazione. Allora affonda il bisturi ben affilato. Dolore. Poi li umilia con le loro stesse parole, tra le sue mani quelle parole diventano cera liquida che si scioglie sui corpi. Bastarda, la eccita umiliarli. Ma non umiliarli davanti agli altri, no, deve umiliarli davanti a loro stessi. Ride quando si torturano le loro virilità inermi per lei.
Ora i sassi mi pesano nello stomaco, mi fanno male.
La notte sa bene come cucire insieme le immagini dentro la mia testa.
Una depressione fredda nelle viscere, lei che sculetta su tacchi altissimi e tutti la guardano.
Milena guarda gli uomini negli occhi, non li spia, li guarda affamata.
Sto gelando. Sussurra frasi ambigue gli altri, a me invece sorride, con quel sorriso che mi inchioda ad una colpa. Una colpa mia, mia, mia!
Prima Milena ha telefonato a qualcuno, la sentivo ridere forte, sguaiata.
Fa caldo ora. Ascolto la sua voce e sto meglio, ma poi odierò il suo tono mellifluo. Lo so. Sempre uguale.
Carta batte pugno, la nostra morra d’amore.
La colpa di Milena è vivere. Vivere ingenuamente in un corpo insinuante.
Un’anima sottile dentro una carne enorme e nera.
Il suo movente, forse, l’ingenuità.
Ho voglia di farla finita, con questa notte e con tutte le altre.
Le mie mani stringono la sua gola, è calda, pulsa ancora sensualmente.
Si contorce come se danzasse e ancora non riesco ad uccidere la sua ingenuità.
Gli occhi neri sbiancano appena, liquidi di una voglia nuova.
Non ho fatto niente, io – lo dice di nuovo.
Lo so.
Ora lo so davvero.
Buonanotte amore mio.
venerdì 6 novembre 2009
Il Tutto
Toglietemi i pensieri, fateli vostri e fotteteveli finchè ne avrete la forza.
Toglietemi il piacere, il sorriso. Toglieteci la lealtà, rendeteci lupi che sbranano lupi.
Prendete l'onore e l'onestà e giocateci alla roulette russa, vediamo a chi per primo esploderà il cervello.
Toglietemi tutto cosicchè vagherò nudo nel vostro marcio deserto sterile.
Ma quando, la sera, ferito e ansimante raggiungerò la mia tana ripenserò a tutti voi e affilerò le mie zanne,
cercando un modo per riprendermelo... Il Tutto.
giovedì 5 novembre 2009
Nico si imbarca su Novocaina... Benvenuto!
mi chiamo niccolò, nome in codice CreativaMente:)
Per questo mi fa molto piacere l'idea di entrare a far parte di questo blog molto, come dire, intrigante ed originale!
Spero di trovare confronti, pareri, critiche e qualsiasi altra cosa anche negativa, a patto solo che sia costruttiva.
Non ho ancora uno stile definito al 100% per cui mi scuso se le immagini sembreranno troppo varie e diverse l'una dall'altra, però sto crescendo e imparando da tutto quello che mi piace e mi incuriosisce, il che porta molto spesso a un grande insieme di stili, trattamenti e cosi via.
Ringrazio i gestori del blog per questa occasione e voi tutti per il tempo perso a leggere questa mal scritta presentazione e per ogni cosa vogliate scrivermi.
Novocaina magazine #1

Dopo lo zero cosa c'è?
Il #1 del magazine... Il numero 1??? E chi l'avrebbe mai detto...
Ce l'abbiamo fatta!
Altri racconti e immagini dal blog alla carta.
Scarica qua
Tooklife... Nuova collaborazione
giovedì 29 ottobre 2009
I SALTINBANCHI DELL'ETERE
Continuano le collaborazioni di Willoworld e le intrusioni dentro le pagine più creative delle rete italiana. Siamo i saltimbanchi dell’etere, sempre pronti ad ospitare chi ha voglia di esprimersi, comunicare, gridare, ridere e ballare. È la volta di Tooklife, un sito davvero interessante che oggi ha proposto uno dei miei racconti: l’Anello. Andatelo a leggere o a rileggere.
Un nuovo racconto dei miei è apparso anche recentemente su Factory 77, altra stazione di menti creative. S’intitola Il Tempo per Amare e potete scaricarvelo e votarlo a questa pagina.
Novocaina entra prepotentemente nel blog dei Silenti per segnalare quotidianamente le follie del freschissimo magazine borderline. Gli stessi Silenti si affacceranno di rimando sulle pagine di Novocaina, perché questa è la rete e più è intricata e più ci piace!
La community di Rivoluzione Creativa ha raggiunto i 24 membri. Si scrive, si crea, si commenta cercando sempre di ispirarci a vicenda. Il connubio Bruno-Giulia , ad esempio, è davvero esplosivo!
Qualcuno (anzi, probabilmente nessuno;) avrà notato che lunedì scorso il Corriere di Willoworld non è uscito, questo perché ho notato che l’e-nzine non veniva più scaricata. Il progetto presentava le opere di Rivoluzione Creativa in cartaceo, con lo scopo di promuovere gli autori. Poco male. Ho in mente invece delle nuove pubblicazioni digitali a tema. Stay tuned!
Infine Limbo. Domani uscirà un nuovo videoracconto di 101 Parole. La saga cyber-fantasy illustrata da Charles Huxley continua… Non perdetevelo!
GM Willo - www.willoworld.net
giovedì 15 ottobre 2009
Novocaina Magazine #0
Potrete ritrovare alcuni post del blog in versione pdf per leggervi le nostre follie anche offline.
I numeri usciranno con cadenza completamente casuale; puntuali come un regionale ffss.
Come il nostro blog, anche il magazine abbraccia la filosofia Creative Commons. Quindi se vi gira, fatelo girare!
In questo numero:
lunedì 7 settembre 2009
domenica 6 settembre 2009
Cronaca di un incontro ancora in corso
Il gong da inizio al match.Durante la prima ripresa V. danza sul ring come una ballerina incazzata e picchia forte come un toro.
L'avversario risponde allo scontro con colpi sempre più duri.
L'incontro si fa tosto; i due regalano uno spettacolo magnifico.
La seconda ripresa inizia col solito ritmo. Non si risparmiano niente e incominciano anche le scorrettezze.
L'avversario ci va giù duro con la testa e molti colpi sono al di sotto della cintura.
Anche V. prova qualche colpetto non proprio corretto, ma si accorge che non è il suo stile.
Incassa il collo tra le spalle e si getta a capofitto sull'avversario.
All'inizio del terzo round V. sanguina un po' e il fiato comincia a mancare.
Le gambe si fanno sempre più pesanti e i colpi scorretti dell'avversario cominciano a fare il loro effetto.
L'arbitro non sembra vedere niente. Niente testate, niente dita negli occhi, niente colpi bassi.
Sempre la stessa storia. Quando l'arbitro è di parte non c'è niente da fare.
V. è stanco e demoralizzato. Stanco di combattere sempre con avversari invincibili.
Il terzo round non è ancora finito ma credo proprio che V. avrebbe voglia solo di togliersi i guantoni e farsi una pinta giù al bar.
V. è stanco di combattere per gli altri e mai per se stesso.
L'incontro continua con un ritmo serrato, senza lasciar prendere fiato.
Sembra non finire mai questo maledettissimo round.
I due stanno ancora combattendo, ma quando l'incontro giungerà al termine
spero che qualcuno ve lo racconti al posto mio.
sabato 5 settembre 2009
Corna e coda: Il pensiero di un vecchio amico
Volete davvero dare la colpa a me?Vi state lasciando macinare, come farina sottile.
E volete dare ancora la colpa a me? Siamo seri...
Avete abbandonato ogni speranza, vi rigirano come meglio credono.
Fanno di voi ciò che a loro serve. Un giorno eroi il giorno dopo tornate ad essere schiavi.
Gran bella razza quella umana. Chiudere gli occhi, tapparsi gli orecchi ed aspettare l'ennesima frustata.
Ma poi arriva l'estate, giusto? A voi basta un po' di mare e di sole e tutto torna ad essere giusto.
Tutto si dimentica. Voi siete il popolo del sole; giusto?
E allora non meritate altro che bruciare.
martedì 1 settembre 2009
IL RE DI FIORI - di Gano -
Eravamo noi cinque e s’andava una bellezza. Ramino, conchino, scala, ventuno, pokerone, insomma ci si divertiva. Chi aveva l’amaro, chi preferiva il grappino, quattro pacchetti di sigarette e uno di toscanelli. Il tavolo era pronto. Sabato sera, serata lunga, perché il circolo di sabato chiude alle due. Soliti ignoti; i ragazzini al balilla, la televisione accesa ma nessuno che la guarda, la bella Giorgia che serve camparini senza ghiaccio e montenegri nei bicchieri per il martini. Un universo perfetto, circolare, come il disegno di un essere supremo. Pianeti che orbitano con precisione attorno al bancone, comete che appaiono per pochi istanti per poi sparire per sempre alla vista, stelle che nascono e stelle che muoiono. [...]
sabato 29 agosto 2009
Zombie parade


La prima Zombie Parade ha avuto luogo a Toronto, nel 2003, ma da allora la cosa ha preso campo in gran parte del modo.
Queste foto in particolare riguardano quella svolta
il 18 luglio 2009 a Francoforte.
Che dire?
In fondo sarebbe bello veder sfilare un episodio di Resident Evil per le strade della vostra città.
Speriamo solo che i nostri amici non trovino l'eroe di turno con la sua brava pistola.

....
Riportatemi a casa
Lasciatemi qua
disteso lungo la riva di questo fiume
Lasciatemi chiudere gli occhi
Sperando che l’acqua lavi via ciò che ho visto
Queste immagini così grottesche
da sembrare irreali
La fiamma nell’uomo si è spenta
Tanti piccoli schiavi di finte verità
Il serpente ormai dorme
deluso attende quel bacio proibito
per potersi risvegliare
Fuggite veloci
da quello che non è normale
Questa infame parola come ancora di salvezza
chissà con che chiave leggeva la storia
l’uomo che la inventò
Portatemi allora a casa
Portatemi di nuovo a casa
dove gli uomini hanno occhi per sentire
e racconterò loro la storia
del mostro e della gente sana
venerdì 28 agosto 2009
Dialogo sulla panchina
Watariamba: … … … C'è qualcosa di mefitico nell'aria, una sorta di mantello depressivo che ottunde il cervello e impigrisce le membra… Più incubi che sogni, diventa complesso discernere quello che ci viene inculcato rispetto da quello che acquisiamo noi stessi come conoscenza. E' complesso scegliere attivamente, molto più facile mettere in condizioni gli eventi di scegliere per noi. Non ho ancora strappato completamente il drappo, ne so se mai ce la farò, ma di due cose sono certo: cambiare porta stimoli e qui ormai non abbiamo più niente da dire.
Karacos: Delle volte mi viene da fermarmi in mezzo alla strada e urlare: Oh ma dormite o cosa!? Sembra che tutti si trascinino scuotendo la testa; abbandonati alla corrente.
Watariamba: Che cazzo stiamo facendo di noi stessi, del nostro tempo? Lavoriamo come schiavi e siamo talmente cotti che nei rari momenti liberi non riusciamo a coltivare l' unica cosa alla quale dovremmo veramente pensare: noi stessi. "Se mi inginocchierò sarà solo per prendere la mira"
Forse non morirò crivellato dai colpi, ma camminare con tutto questo piombo in corpo sta diventando faticoso.
Karacos: Qua le soluzioni sono due: Abbandonarsi o stare male... Non ne esiste una terza... Non c'è la possibilità di evolversi, di seguire un cammino. La strada è sempre più buia e circondata da comode panchine. Ci spingono a sederci ed attendere. Stasi completa. Morte del pensiero. Altro che appeso, le monete che scivolano lontano valgono mille e più tesori.
Watariamba: We must to leave…
Karacos: MUST purtroppo è la realtà... Non una scelta ma un obbligo, per la preservazione di noi stessi.
Watariamba: Decisamente... Vorrei soltanto avere un cazzo di momento per schiarirmi le idee. Possibile che si debba sempre vivere under pressure?!
Karacos: È la maniera migliore per controllare il tutto. Tenere chiunque sotto pressione costante.
Watariamba: Ed è anche una delle cose più complesse da combattere, soprattutto se devi lavorare per vivere.
Karacos: Appunto... Qua non viviamo... Sopravviviamo, che è una condizione di vita troppo misera per i miei gusti… Stiamo cercando di piantare, a mani nude, fiori di orchidea nel cemento.
I due si alzarono dalla panchina e si allontanarono.
Io; mi stappai la seconda bottiglia di rosso.
mercoledì 26 agosto 2009
...
Bugie di un amore mortale
Un giorno arrivò un uomo
strano forse quanto me
promise una famiglia, tutto ciò che a me serviva
E conoscerai tua moglie disse
E’ la donna con due teste
una la usa per il piacere
l’altra è muta per sua volontà
Vi amerete nella gabbia dei leoni
con le menti sedate da schermi multicolore
Rinchiuso nella gabbia
Aspettavo il mio momento
tutta quella gente
sembravano loro i veri freak
Fuggire ancora?
Da mediocri falsità
nascondersi sotto al letto?
Aspettando l’uomo nero
Tappatevi gli occhi
o la luce vi sveglierà
Bugie di un amore mortale.
Tieni lontano il bambino dalla gabbia del mostro
o se lo mangerà
Madre copri il bimbo con la gonna
Bugie di un amore mortale
Insegnali la paura del mostro
Bugie di un amore mortale
lunedì 24 agosto 2009
..
Vagabondando nelle terre della follia
Spiegatemi un po’ cosa è la giustizia
perché io proprio non capisco
Sul vecchio crocifisso
ora è appeso un foglio verde
violenze all’ombra di un confessionale
Spiegatemi la differenza tra bene e male
perché la pena maggiore va a chi rubò per fame
Cavalli di troia dentro il nostro cervello
nascondono guerrieri mediatici
le tue emozioni sono davvero ciò che credi?
Spiegatemi un po’ i vostri bisogni
da altri inventati
sicurezze inflitte
Dov’è il tuo dio quando più ne hai bisogno?
Lo puoi trovare dentro una pillola bianca
senza preti né chiodi ecco la soluzione
Quanti differenti pazzie si nascondono nella normalità?
La casa di marzapane non incanta piu’ il bambino
Quanti differenti pazzie si nascondono nella normalità?
Hanno stuprato il libro delle favole
molto tempo fa
Ucci ucci sento odor...

Sono sempre stato dalla parte dell'orco. Ho sempre tifato per i cattivi, per quelli che non vincono mai.
Sconfitti dal bel principe azzurro, dal bene che cavalca un destriero bianco.
Tutte stronzate!
Venite nel mio bel mondo incantato e vi mostrerò come vanno a finire le storie.
Vi intratterrò con le fiabe più vere, quelle che sanno di fiele.
Ho sempre tifato per il lupo che si nasconde sotto la maschera da agnello.
Anche quando quella sera venni fuori urlando. Il primo sorso d'aria... Il primo urlo.
Anche quella sera speravo cha ad accogliermi tra la braccia fosse un idiota incapace che, maldestro, mi faceva cadera a terra, magari incespicando su quel cazzo di cordone schifoso.
Tanto per abituarmi a come sarebbero andate le cose. Tanto per capire a che razza di razza appartenevo.
Uomo... puah! Che schifo.
Meglio gli orchi; almeno quelli sotto il loro tanfo di marcio puzzano di vero.
Un pessimista è un ottimista ben informato












