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venerdì 19 marzo 2010

Saranno famosi?

Anche il ministero della giustizia legge Novocaina... Mah, non ho parole...
Clicca sull'immagine se non ci credi

sabato 21 novembre 2009

Simile sono io, che parlo da sola: di Miriam Carnimeo



Tra le lamiere di questa luminosa città, i topi se la ridono nascosti sotto le
macchine. All´angolo di una strada, una banda di volti segnati dal freddo fa
partire una bella canzonetta, una marcia gioiosa, sui suoni di trombe e
tromboni, fa ricordare a chi siede con le spalle ricurve su solitarie
panchine, le belle serate del dopo guerra trascorse ubriache a ballare sui
tavoli, le piccole lucine e le penombre di teste che oscillano, le voci delle
donne tra cristalli e brindisi. Un assolo di tromba spacca la memoria, all´
improvviso, inghiottendo i passanti, gli amici, gli amori. In un deserto di
slanci, tra il rumore delle macchine veloci e il suono costante della corrente
elettrica tra muri e i lampioni, nascono pensieri tra i denti, immagini fisse
di sagome in lontananza, che si ingrandiscono lunghe, senza mai toccarsi, così
stanche, deboli e lente, si schiudono come bolle di sapone nella testa. Guardi
il mondo, lo guardi molto ma sogni altro. Lo scandire di un si riempirebbe la
bocca, fermerebbe il tempo senza lasciare niente al cosa resta. Adesso,
svolazzano le tende adagiate sui vetri delle finestre, amanti di questo stesso
silenzio costruiscono fotografie che in questa città, sembreranno domani un
ricordo ragionevole. Ci vorrebbe una bella passeggiata lontana dal posto in cui
mi trovo, lontano dal rumore, dalla forma dell´acciaio che lampeggia come
sedotto dalle luci. Alzando la testa guarderei alcune nuvole come sfumate
macchie bianche correre veloci nel cielo senza aspettare i miei passi lenti e
incerti, disegnerebbero nuovi percorsi da seguire solo con gli occhi, senza più
lacrime da dedicare al tempo ladro. Ma per fortuna c´è il mare, lo guardo
consolare ogni dentro perso, ogni desiderio di sconfinare. Mi aiuta a godermi
un sogno, dell´intensità di un grande amore, un abisso scuro forse, ma materno
e senza porte chiuse in cui sentirsi vigliaccamente al sicuro. L´aquilone di un
bambino guarda con interesse il mio filo legato a lui, intravisto, sottile,
coreografico ponte tra le voci dei passanti ed i loro lamenti. E´notte, il
cielo è carico a scoppio, le stelle sono ovunque, giù e su si confondono,
simile a me, che parlo da sola. Calmo le urla mentre il cuore batte, attendendo
il momento in cui scorgere il volto di un uomo che torna, ha con se solo l´
entusiasmo di un presente, e la raffinata arte della dimenticanza. Il passato
non più punto fermo di un vissuto senza trasparenze nè gioie con l´eco, senza
più gabbie che tra i fumi emergono immense. Nell´adesso salvo, mai più perduto.
Io, assettata di sincerità morderei il suo cuore per ricordare del mio, il
senso.


Miriam Carnimeo

giovedì 19 novembre 2009

- La memoria del sasso - di Dario de Giacomo


















Mi accade così, all’improvviso, di scoprire che la mia casa è un museo di stili scadenti, eppure è ancora familiare, ma opprimente come un abbraccio decrepito.
Poi il buio tracima nelle stanze e avverto la presenza della mia donna.
- Non ho fatto niente io.
Quelle parole di Milena naufragano ad intermittenza sulla mia esasperazione.
Pugno batte carta, la morra del nostro amore.
Lei mi tiene sigillato qui dentro casa, con il silenzio e la pelle.
Ma io vivo superfluo rasente i giorni, perché è una vita che mi assento spesso da me stesso.
Ci sono talmente tanti cassetti chiusi nella mia mente, così zeppi di  rabbia e odio repressi che potrei far esplodere questa palude tra me e lei.
Io cerco di trovare qualcosa che mi tenga tranquillo.
Ma la notte arriva sempre, cala giù fino in fondo allo stomaco e lo riempie di immagini sconnesse e affilate.
Rabbrividisco quando il buio mi sorprende, spiandomi dallo spazio vuoto tra i  mobili. Provo a scappare a piedi nudi sul pavimento gelato, ma annego in quello spazio vuoto, senza luce, dove non c’e’ colpa solo punizione, nessun dolore solo orrore.  La pelle nuda di Milena è una sforbiciata netta nello stomaco, uno scandaglio gettato in fondo agli incubi, che avvolge di oscurità le mie immagini. Forse stanotte non riuscirò a diradarle.
La memoria è un sasso tondo e molti sassi formano un mucchio compatto.
Qualcuno me li ha fatti ingoiare tutti in questi anni, però è strano che questa notte li senta più pesanti.
Milena sta rannicchiata contro la parete, con la testa chinata in avanti diventa piccola piccola.
Le braccia magre sono strette intorno al  corpo, i capelli le nascondono lo sguardo.
La sua innocenza ha uno spessore, ragiona di neri desideri e si struscia pesante, lasciando le sue tracce addosso a me.
La sua ingenuità diventa minuscola, vittima di quella stanza enorme che la contiene.
- Io non ho fatto niente – ripete.
Ma il colpevole non è l’assassino, è la vittima.
Milena ha imparato a resistere senza muoversi. La lapido con i miei sassi e lei si copre il volto con le mani, perché ha paura che possa scoprire qualcosa dentro il suo sguardo.
Anni oscuri, molti anni di dolorose memorie si sfaldano in quel gesto, sgretolandosi un secondo dopo l´altro. Il nostro passato marcisce nero, come un dente marcio che ci ha storditi per mesi ed ora ci solletica, di tanto in tanto, con una fitta estranea.
C´è un lungo istante in cui le parole divampano come la brace, ma salgono verso l´alto in spirali di fumo e scompaiono, portandosi dietro il loro significato.
Sono stata iniziata al sesso con la violenza.
Dentro ogni gesto che fai – le dico – sento che usi la tua vita per disarmare la mia.
Ma era ineluttabile che la sopraffacessero, necessario.
Lei usa il suo sesso con gli uomini come si usa un bisturi, affondandolo dove sono più sensibili, incidendo i loro nervi scoperti e provocando dolore. Sì, molto dolore. Il perverso gioco di Milena, la sopraffazione, una slot machine per guadagnare la loro fiducia: ottengono quello che vogliono, quando lo vogliono. Si avvolge rampicante dentro il loro orgoglio, fino allo spasimo dell’umiliazione. Allora affonda il bisturi ben affilato. Dolore. Poi li umilia con le loro stesse parole, tra le sue mani quelle parole diventano cera liquida che si scioglie sui corpi. Bastarda, la eccita umiliarli. Ma non umiliarli davanti agli altri, no, deve umiliarli davanti a loro stessi. Ride quando si torturano le loro virilità inermi per lei.
Ora i sassi mi pesano nello stomaco, mi fanno male.
La notte sa bene come cucire insieme le immagini dentro la mia testa.
Una depressione fredda nelle viscere, lei che sculetta su tacchi altissimi e tutti la guardano.
Milena guarda gli uomini negli occhi, non li spia, li guarda affamata.
Sto gelando. Sussurra frasi ambigue gli altri, a me invece sorride, con quel sorriso che mi inchioda ad una colpa. Una colpa mia, mia, mia!
Prima Milena ha telefonato a qualcuno, la sentivo ridere forte, sguaiata.
Fa caldo ora. Ascolto la sua voce e sto meglio, ma poi odierò il suo tono mellifluo. Lo so. Sempre uguale.
Carta batte pugno, la nostra morra d’amore.
La colpa di Milena è vivere. Vivere ingenuamente in un corpo insinuante.
Un’anima sottile dentro una carne enorme e nera.
Il suo movente, forse, l’ingenuità.
Ho voglia di farla finita, con questa notte e con tutte le altre.
Le mie mani stringono la sua gola, è calda, pulsa ancora sensualmente.
Si contorce come se danzasse e ancora non riesco ad uccidere la sua ingenuità.
Gli occhi neri sbiancano appena, liquidi di una voglia nuova.
Non ho fatto niente, io – lo dice di nuovo.
Lo so.
Ora lo so davvero.
Buonanotte amore mio.

Dario de Giacomo

venerdì 6 novembre 2009

Il Tutto

Toglietemi tutto, la voglia di combattere, di ricordare e soprattutto quella di provare e sperare.
Toglietemi anche quel brandello di meritocrazia che ciondola lacerato dal cadavere della uguaglianza.
Toglietemi i pensieri, fateli vostri e fotteteveli finchè ne avrete la forza.
Toglietemi il piacere, il sorriso. Toglieteci la lealtà, rendeteci lupi che sbranano lupi.
Prendete l'onore e l'onestà e giocateci alla roulette russa, vediamo a chi per primo esploderà il cervello.
Toglietemi tutto cosicchè vagherò nudo nel vostro marcio deserto sterile.
Ma quando, la sera, ferito e ansimante raggiungerò la mia tana ripenserò a tutti voi e affilerò le mie zanne,
cercando un modo per riprendermelo... Il Tutto.

giovedì 5 novembre 2009

Nico si imbarca su Novocaina... Benvenuto!



Ancora un folle viene imbarcato a forza di rum su questo galeone di svitati!
Si chiama Nico e con l'arte grafica ci sa proprio fare...
Date un'occhiata al suo portfolio "PAROLE QUADRATE"

Ciao a tutti,
mi chiamo niccolò, nome in codice CreativaMente:)
Amo da sempre tutto quello che è espressione, creatività, follia e creatività. Sono cresciuto con la passione per la comunicazione, per la grafica, per la fotografia e per tutto quello che esprime qualcosa, siano pensieri profondi, idee, concetti, colori, sogni e perchè no anche cose semplici o cazzate:)

Il desiderio di realizzarmi nel campo "dell'arte digitale", è cresciuto sempre di più fino a diventare una necessità, un modo per esprimere tutto il mondo contorto che è dentro di me e che non sempre riesco a esprimere con le parole.
Sto cercando di crescere in tutto questo, grazie all'aiuto di tante persone che mi sono vicine, senza le quali sarebbe impossibile imparare, studiare e semplicemente trovare un senso a tutto questo.

Rimane un vuoto però, quello del confronto con le persone, niente cose chic, voglio solo che le mie immagini piacciano alla persone, quelle vere semplci e folli, voglio solo (e so che non è poco) suscitare emozioni.
Per questo mi fa molto piacere l'idea di entrare a far parte di questo blog molto, come dire, intrigante ed originale!

Spero di trovare confronti, pareri, critiche e qualsiasi altra cosa anche negativa, a patto solo che sia costruttiva.

Non ho ancora uno stile definito al 100% per cui mi scuso se le immagini sembreranno troppo varie e diverse l'una dall'altra, però sto crescendo e imparando da tutto quello che mi piace e mi incuriosisce, il che porta molto spesso a un grande insieme di stili, trattamenti e cosi via.

Ringrazio i gestori del blog per questa occasione e voi tutti per il tempo perso a leggere questa mal scritta presentazione e per ogni cosa vogliate scrivermi.




Novocaina magazine #1



Dopo lo zero cosa c'è?

Il #1 del magazine... Il numero 1??? E chi l'avrebbe mai detto...
Ce l'abbiamo fatta!

Altri racconti e immagini dal blog alla carta.
Scarica qua

Tooklife... Nuova collaborazione






Dopo willoworld, nuova graditissima collaborazione per Novocaina.
In giro per la rete si trovano tante realtà, provate ad ascoltare anche quella di questi ragazzi...
Tooklife... Sentiamo cosa hanno da dire.
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” ¡Nosotros somos como una celùla libre y pensadora. El problèma es que no lo sabèmos! ”

Tutto succede per un motivo…

E’ l’estate del 2007 e passeggiando per ” Las Ramblas ” a Barcellona, alzo gli occhi per scorgere il tramonto e vedo appeso alla terrazza di un appartamento del quarto piano un lenzuolo che recitava la sopra citata frase. Cominciai a riflettere sulle involontarie emozioni che ad ogni respiro e ad ogni sguardo cominciavano a farmi battere il cuore e guardando la mia vita a ritroso nel tempo, mi sono stupito di quanto non ho detto e ascoltato. Era arrivato il momento di descrivere in ogni forma e sfumatura il sentimento che alberga in noi. Da quì nasce l’idea di Tooklife un blog a 360°, un percorso di colori tra luci e ombre in un caleidoscopio di vite.
Ci piacerebbe che ogni persona si sentisse libera di scrivere, di raccontarsi, promuovere la propria persona, il proprio lavoro attraverso degli scritti.
E poi..
Il poi lo scriveremo insieme.

Buon Tooklife a tutti..

Damiano, Francesco, Ivana.


giovedì 29 ottobre 2009

I SALTINBANCHI DELL'ETERE

Willo

Continuano le collaborazioni di Willoworld e le intrusioni dentro le pagine più creative delle rete italiana. Siamo i saltimbanchi dell’etere, sempre pronti ad ospitare chi ha voglia di esprimersi, comunicare, gridare, ridere e ballare. È la volta di Tooklife, un sito davvero interessante che oggi ha proposto uno dei miei racconti: l’Anello. Andatelo a leggere o a rileggere.

Un nuovo racconto dei miei è apparso anche recentemente su Factory 77, altra stazione di menti creative. S’intitola Il Tempo per Amare e potete scaricarvelo e votarlo a questa pagina.

Novocaina entra prepotentemente nel blog dei Silenti per segnalare quotidianamente le follie del freschissimo magazine borderline. Gli stessi Silenti si affacceranno di rimando sulle pagine di Novocaina, perché questa è la rete e più è intricata e più ci piace!

La community di Rivoluzione Creativa ha raggiunto i 24 membri. Si scrive, si crea, si commenta cercando sempre di ispirarci a vicenda. Il connubio Bruno-Giulia , ad esempio, è davvero esplosivo!

Qualcuno (anzi, probabilmente nessuno;) avrà notato che lunedì scorso il Corriere di Willoworld non è uscito, questo perché ho notato che l’e-nzine non veniva più scaricata. Il progetto presentava le opere di Rivoluzione Creativa in cartaceo, con lo scopo di promuovere gli autori. Poco male. Ho in mente invece delle nuove pubblicazioni digitali a tema. Stay tuned!

Infine Limbo. Domani uscirà un nuovo videoracconto di 101 Parole. La saga cyber-fantasy illustrata da Charles Huxley continua… Non perdetevelo!

GM Willo - www.willoworld.net

giovedì 15 ottobre 2009

Novocaina Magazine #0


Vi presentiamo il numero zero di Novocaina Magazine.
Potrete ritrovare alcuni post del blog in versione pdf per leggervi le nostre follie anche offline.
I numeri usciranno con cadenza completamente casuale; puntuali come un regionale ffss.
Come il nostro blog, anche il magazine abbraccia la filosofia Creative Commons. Quindi se vi gira, fatelo girare!



In questo numero:

EDITORIALE?
LA LECCATRICE
LA DANZA DEL MOSTRO
UCCI UCCI SENTO ODOR...
I NUOVI FREAK
TROPPO BELLA
TIRATEMI FUORI DI QUI
R.E.C.
IL RE DI FIORI
ALCUNE IMMAGINI DI CHARLES HUXLEY


lunedì 7 settembre 2009

domenica 6 settembre 2009

Cronaca di un incontro ancora in corso

Il gong da inizio al match.
Durante la prima ripresa V. danza sul ring come una ballerina incazzata e picchia forte come un toro.
L'avversario risponde allo scontro con colpi sempre più duri.
L'incontro si fa tosto; i due regalano uno spettacolo magnifico.
La seconda ripresa inizia col solito ritmo. Non si risparmiano niente e incominciano anche le scorrettezze.
L'avversario ci va giù duro con la testa e molti colpi sono al di sotto della cintura.
Anche V. prova qualche colpetto non proprio corretto, ma si accorge che non è il suo stile.
Incassa il collo tra le spalle e si getta a capofitto sull'avversario.
All'inizio del terzo round V. sanguina un po' e il fiato comincia a mancare.
Le gambe si fanno sempre più pesanti e i colpi scorretti dell'avversario cominciano a fare il loro effetto.
L'arbitro non sembra vedere niente. Niente testate, niente dita negli occhi, niente colpi bassi.
Sempre la stessa storia. Quando l'arbitro è di parte non c'è niente da fare.
V. è stanco e demoralizzato. Stanco di combattere sempre con avversari invincibili.
Il terzo round non è ancora finito ma credo proprio che V. avrebbe voglia solo di togliersi i guantoni e farsi una pinta giù al bar.
V. è stanco di combattere per gli altri e mai per se stesso.
L'incontro continua con un ritmo serrato, senza lasciar prendere fiato.
Sembra non finire mai questo maledettissimo round.
I due stanno ancora combattendo, ma quando l'incontro giungerà al termine
spero che qualcuno ve lo racconti al posto mio.

sabato 5 settembre 2009

Corna e coda: Il pensiero di un vecchio amico

Volete davvero dare la colpa a me?
Vi state lasciando macinare, come farina sottile.
E volete dare ancora la colpa a me? Siamo seri...
Avete abbandonato ogni speranza, vi rigirano come meglio credono.
Fanno di voi ciò che a loro serve. Un giorno eroi il giorno dopo tornate ad essere schiavi.
Gran bella razza quella umana. Chiudere gli occhi, tapparsi gli orecchi ed aspettare l'ennesima frustata.
Ma poi arriva l'estate, giusto? A voi basta un po' di mare e di sole e tutto torna ad essere giusto.
Tutto si dimentica. Voi siete il popolo del sole; giusto?
E allora non meritate altro che bruciare.

martedì 1 settembre 2009

IL RE DI FIORI - di Gano -

Allora, fatemi ricordare. Eravamo io, il Tibia, il Cossu, il Nanni e Fantomas. Non vi sto a spiegare le ragioni di questi nomignoli, altrimenti non se ne esce. Tengo solo a precisare che per loro ero e sarò sempre il Gano. A posto così. Si diceva…
Eravamo noi cinque e s’andava una bellezza. Ramino, conchino, scala, ventuno, pokerone, insomma ci si divertiva. Chi aveva l’amaro, chi preferiva il grappino, quattro pacchetti di sigarette e uno di toscanelli. Il tavolo era pronto. Sabato sera, serata lunga, perché il circolo di sabato chiude alle due. Soliti ignoti; i ragazzini al balilla, la televisione accesa ma nessuno che la guarda, la bella Giorgia che serve camparini senza ghiaccio e montenegri nei bicchieri per il martini. Un universo perfetto, circolare, come il disegno di un essere supremo. Pianeti che orbitano con precisione attorno al bancone, comete che appaiono per pochi istanti per poi sparire per sempre alla vista, stelle che nascono e stelle che muoiono.    [...]


Il tunnel

sabato 29 agosto 2009

Zombie parade




La prima Zombie Parade ha avuto luogo a Toronto, nel 2003, ma da allora la cosa ha preso campo in gran parte del modo.

Queste foto in particolare riguardano quella svolta
il 18 luglio 2009 a Francoforte.

Che dire?
In fondo sarebbe bello veder sfilare un episodio di Resident Evil per le strade della vostra città.

Speriamo solo che i nostri amici non trovino l'eroe di turno con la sua brava pistola.







....

Riportatemi a casa


Lasciatemi qua

disteso lungo la riva di questo fiume

Lasciatemi chiudere gli occhi

Sperando che l’acqua lavi via ciò che ho visto

Queste immagini così grottesche

da sembrare irreali

La fiamma nell’uomo si è spenta

Tanti piccoli schiavi di finte verità

Il serpente ormai dorme

deluso attende quel bacio proibito

per potersi risvegliare

Fuggite veloci

da quello che non è normale

Questa infame parola come ancora di salvezza

chissà con che chiave leggeva la storia

l’uomo che la inventò

Portatemi allora a casa

Portatemi di nuovo a casa

dove gli uomini hanno occhi per sentire

e racconterò loro la storia

del mostro e della gente sana

venerdì 28 agosto 2009

Dialogo sulla panchina





















Watariamba: … … … C'è qualcosa di mefitico nell'aria, una sorta di mantello depressivo che ottunde il cervello e impigrisce le membra… Più incubi che sogni, diventa complesso discernere quello che ci viene inculcato rispetto da quello che acquisiamo noi stessi come conoscenza. E' complesso scegliere attivamente, molto più facile mettere in condizioni gli eventi di scegliere per noi. Non ho ancora strappato completamente il drappo, ne so se mai ce la farò, ma di due cose sono certo: cambiare porta stimoli e qui ormai non abbiamo più niente da dire.



Karacos: Delle volte mi viene da fermarmi in mezzo alla strada e urlare: Oh ma dormite o cosa!? Sembra che tutti si trascinino scuotendo la testa; abbandonati alla corrente.



Watariamba: Che cazzo stiamo facendo di noi stessi, del nostro tempo? Lavoriamo come schiavi e siamo talmente cotti che nei rari momenti liberi non riusciamo a coltivare l' unica cosa alla quale dovremmo veramente pensare: noi stessi. "Se mi inginocchierò sarà solo per prendere la mira"

Forse non morirò crivellato dai colpi, ma camminare con tutto questo piombo in corpo sta diventando faticoso.



Karacos: Qua le soluzioni sono due: Abbandonarsi o stare male... Non ne esiste una terza... Non c'è la possibilità di evolversi, di seguire un cammino. La strada è sempre più buia e circondata da comode panchine. Ci spingono a sederci ed attendere. Stasi completa. Morte del pensiero. Altro che appeso, le monete che scivolano lontano valgono mille e più tesori.



Watariamba: We must to leave…



Karacos: MUST purtroppo è la realtà... Non una scelta ma un obbligo, per la preservazione di noi stessi.



Watariamba: Decisamente... Vorrei soltanto avere un cazzo di momento per schiarirmi le idee. Possibile che si debba sempre vivere under pressure?!



Karacos: È la maniera migliore per controllare il tutto. Tenere chiunque sotto pressione costante.



Watariamba: Ed è anche una delle cose più complesse da combattere, soprattutto se devi lavorare per vivere.



Karacos: Appunto... Qua non viviamo... Sopravviviamo, che è una condizione di vita troppo misera per i miei gusti… Stiamo cercando di piantare, a mani nude, fiori di orchidea nel cemento.




I due si alzarono dalla panchina e si allontanarono.

Io; mi stappai la seconda bottiglia di rosso.




mercoledì 26 agosto 2009

...

Bugie di un amore mortale



Un giorno arrivò un uomo

strano forse quanto me

promise una famiglia, tutto ciò che a me serviva

E conoscerai tua moglie disse

E’ la donna con due teste

una la usa per il piacere

l’altra è muta per sua volontà

Vi amerete nella gabbia dei leoni

con le menti sedate da schermi multicolore

Rinchiuso nella gabbia

Aspettavo il mio momento

tutta quella gente

sembravano loro i veri freak

Fuggire ancora?

Da mediocri falsità

nascondersi sotto al letto?

Aspettando l’uomo nero

Tappatevi gli occhi

o la luce vi sveglierà

Bugie di un amore mortale.

Tieni lontano il bambino dalla gabbia del mostro

o se lo mangerà

Madre copri il bimbo con la gonna

Bugie di un amore mortale

Insegnali la paura del mostro

Bugie di un amore mortale

lunedì 24 agosto 2009

..



Vagabondando nelle terre della follia


Spiegatemi un po’ cosa è la giustizia

perché io proprio non capisco

Sul vecchio crocifisso

ora è appeso un foglio verde

violenze all’ombra di un confessionale

Spiegatemi la differenza tra bene e male

perché la pena maggiore va a chi rubò per fame

Cavalli di troia dentro il nostro cervello

nascondono guerrieri mediatici

le tue emozioni sono davvero ciò che credi?

Spiegatemi un po’ i vostri bisogni

da altri inventati

sicurezze inflitte

Dov’è il tuo dio quando più ne hai bisogno?

Lo puoi trovare dentro una pillola bianca

senza preti né chiodi ecco la soluzione

Quanti differenti pazzie si nascondono nella normalità?

La casa di marzapane non incanta piu’ il bambino

Quanti differenti pazzie si nascondono nella normalità?

Hanno stuprato il libro delle favole

molto tempo fa

Ucci ucci sento odor...


Ucci ucci sento odor di cristianucci, o ce n'è, o ce n'è stati, o ce n'è di rimpiattati.

Sono sempre stato dalla parte dell'orco. Ho sempre tifato per i cattivi, per quelli che non vincono mai.

Sconfitti dal bel principe azzurro, dal bene che cavalca un destriero bianco.


Tutte stronzate!




Venite nel mio bel mondo incantato e vi mostrerò come vanno a finire le storie.
Vi intratterrò con le fiabe più vere, quelle che sanno di fiele.

Ho sempre tifato per il lupo che si nasconde sotto la maschera da agnello.
Anche quando quella sera venni fuori urlando. Il primo sorso d'aria... Il primo urlo.

Anche quella sera speravo cha ad accogliermi tra la braccia fosse un idiota incapace che, maldestro, mi faceva cadera a terra, magari incespicando su quel cazzo di cordone schifoso.

Tanto per abituarmi a come sarebbero andate le cose. Tanto per capire a che razza di razza appartenevo.

Uomo... puah! Che schifo.
Meglio gli orchi; almeno quelli sotto il loro tanfo di marcio puzzano di vero.



Un pessimista è un ottimista ben informato